Edizioni

10 – 31 luglio 2023, e 04 settembre – 31 dicembre 2023: Messina, sede Cnr-Irib. L’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irib), con sede a Messina, ha sviluppato un’expertise unica di ricerca e trattamento dei disturbi dello spettro autistico: da qui l’interesse ad ospitare la mostra arricchendola di un’ulteriore stanza dedicata proprio a queste patologie. La mostra è preceduta da una giornata divulgativa in programma presso il Mu.Me il 21 giugno 2023.

22 – 24 novembre 2022: Bologna, Quartiere fieristico: nell’ambito della collaborazione avviata da lungo tempo con l’Associazione nazionale tra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), la mostra approda all’edizione 2022 di “Ambiente Lavoro”, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, punto di riferimento nazionale per approfondire i temi della prevenzione degli incidenti e del benessere nell’ambiente di lavoro. Per questa edizione, in particolare, la mostra si arricchisce di una settima “stanza” speciale realizzata da Anmil, dedicata ad approfondire il legame tra arte, scienza e sicurezza sul lavoro. 

10 – 13 novembre 2022: Milano, Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia (ingresso da Via Olona, 6): l’esposizione è ospitata nella prestigiosa cornice dell’evento “Il Tempo della Salute”, promossa dal Corriere della Sera: quattro giornate interamente dedicate alla salute, alla medicina e al benessere in compagnia dei più grandi esperti del settore. La mostra è allestita nello Spazio Cavallerizze del Museo, con visite guidate a cura degli organizzatori. 

30 settembre – 24 ottobre 2022: Parma, Palazzo centrale dell’Università (Atrio delle Colonne): l’esposizione è stata inaugurata il 30 settembre in occasione della Notte dei Ricercatori 2022 ed è proseguita fino al 24 ottobre con ingresso libero e possibilità di prenotare visite guidate a cura degli organizzatori. Grazie al Sistema Museale dell’Ateneo di Parma, tale edizione è stata arricchita dalla possibilità di accedere a parte della collezione antropologico-criminale delle ceroplastiche dell’anatomico Lorenzo Tenchini (cfr. schede in calce): 46 riproduzioni del volto dei soggetti su cui Tenchini stesso eseguì gli studi anatomici, associate a schede inerenti la storia personale e giudiziaria. La mostra è stata proposta in collaborazione con l’Università di Parma nell’ambito del Master in Comunicazione Scientifica quale ambizioso esperimento divulgativo, nonché esercizio pratico nel campo della comunicazione scientifica: i contenuti extra di questo sito web, realizzato grazie al lavoro degli studenti del Master, dell’Ufficio stampa CNR e dell’Università di Parma, ne rappresentano un work-in-progress.

Le maschere di Lorenzo Tenchini: anatomie della psicopatologia lombrosiana a ParmaBibliografiaExtra

Il Sistema Museale dell’Ateneo di Parma conserva presso il Museo di Biomedicina – BIOMED le Collezioni dell’anatomico e psichiatria Lorenzo Tenchini, allievo e seguace di Cesare Lombroso, fondatore in Italia della psicopatologia forense.  Al passaggio tra il XIX e il XX secolo, Tenchini insegnò anatomia umana all’Università di Parma e operò come consulente di psichiatria all’Ospedale Maggiore e all’Ospedale Psichiatrico di Colorno (poi Manicomio di Colorno). 

Aderendo ai principi fisiognomici Lombrosiani della ricerca comportamentista, focalizzò i suoi interessi scientifici sulle basi anatomiche delle alienazioni mentali, devianze sociali e atteggiamento delinquenziale, ricercando soprattutto modificazioni organizzative e strutturali nel sistema nervoso centrale di internati psichiatrici e carcerati per vari reati, deceduti per cause naturali (principalmente tubercolosi, estremamente diffusa al tempo) e i cui corpi furono da lui utilizzati per la ricerca e la didattica anatomica universitaria.

Tenchini fu uno straordinario e illuminato precursore di numerosi aspetti della ricerca anatomica applicata a problemi neuropsicopatologici.  Innanzitutto introdusse un atteggiamento metodologico per il quale si cerca una “diagnosi” squisitamente anatomica di una porzione di nevrasse, basata esclusivamente su modificazioni della sua “forma” (e indipendentemente da una patologia esplicita o nota a priori), cui associare una modificazione di funzione comportamentale (in un’anticipazione dell’odierno principio di unitarietà morfofunzionale), ossia cogliendo la prospettiva di un caso soggettivo di devianza come esemplificazione di una certa organizzazione anatomica, nell’ottica della moderna neuroanatomia clinica.

Inoltre, il suo lavoro correlativo tra morfologia emisferica e comportamento psichicamente patologico anticipa di quasi 100 anni aspetti della moderna ricerca neuropsicopatologica, in particolare quelli che scaturiscono dalle indagini di imaging funzionale in vivo su ampie casistiche di soggetti schizofrenici, emotivamente distonici sino alla perversione e alla dipendenza o socialmente pericolosi, nelle quali risultano identificabili, a livelli statisticamente significativo rispetto a soggetti di controllo, modificazioni strutturali non solo microscopiche ma anche macroscopiche di regioni cerebrali coinvolte nell’ideazione, maturazione emozionale, giudizio etico, senso di valore delle azioni, aggressività.

Infine, l’uso che Tenchini fece a scopo di ricerca e didattica dei corpi di soggetti deceduti in Istituzioni pubbliche (carceri, nosocomi) e non reclamati per la sepoltura, rappresenta un esempio ante litteram dell’indirizzo virtuoso e socialmente utile per la formazione degli specialisti sanitari ed accademici, oggi sancito a livello nazionale dalla  Legge 10 febbraio 2020, n. 10, recante “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica, che adegua l’Italia ai criteri internazionali per la formazione universitaria dei medici chirurghi.

La Collezione di Maschere Fisiognomiche dei soggetti da lui studiati rappresenta un’icona del suo lascito scientifico e clinico.  Oggi è conservata al primo piano del Palazzo Centrale dell’Ateneo, quale parte visitabile dei materiali storico-scientifici del Museo BIOMED (in larga misura ancora in attesa di collocazione espositiva finale e, molto di recente, sottoposti a un importante intervento di restauro). Le 46 Maschere disponibili fanno parte di quanto rimane di un’ampia raccolta di oltre 150 esemplari, in parte perduti e di cui oggi solo ulteriori 30 sono visibili a Torino, presso il Museo Lombroso, lascito in parte consapevole e in parte inconsapevole, a causa della sua prematura morte, di Lorenzo Tenchini al suo Maestro, Cesare Lombroso, come testimonia anche copia della corrispondenza del tempo tra i due accademici. Queste Maschere prevedono un’assoluta peculiarità di preparazione, basata su un vero e proprio “trapianto” dell’intera cute facciale dal cadavere donatore sulla riproduzione in gesso del suo volto, implementata con materiali naturali fibrosi e cera, permettendo di distinguere un ulteriore segno di modernità nel lavoro scientifico di Tenchini, che di recente si è concretizzato nei primi trapianti di volto per la terapia delle lesioni destruenti del massiccio facciale.

Per una disamina storica e scientifica articolata e aggiornata di questi aspetti il visitatore può riferirsi sia alla Bibliografia che al Catalogo della Mostra Internazionale su Tenchini (riferimento 1 in Bibliografia), svoltasi a Parma nel 2017 e acquistabile presso la Sezione Ceroplastica del Museo nel Palazzo Centrale di Ateneo. 

  • Toni R, Bassi E, Montaldo S, Porro A. Lorenzo Tenchini and his masks. An anatomical clinical collection of the late 19th century at the Universities of Parma and Turin”, Skirà, Milan, 2016, pp. 1- 230.
  • Simonacci F, Toni R, Raposio E. Facial transplantation: an update of results and perspectives from tissue engineering. Ann. Ital Chir 88; 352 – 359: 2017.
  • G. Toscani. Indagini diagnostiche sulle maschere anatomiche della collezione Tenchini. Tesi di Laurea Magistrale a.a. 2015-2016, Corso di Laurea Magistrale in Metodologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali, Scuola di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Università degli Studi di Genova, 2017, pp. 1- 112.
  • Barbaro F, Consolini E, Toscani G et al: The masks of Lorenzo Tenchini: their anatomy and surgical / bioengineering clues. J Anat 235; 1036 – 1044: 2019
  • Donato L, Toni R, Porro A et al: TheTenchini’s collection: a forensic anthropometric legacy of 19th century Parma, Italy. Forensic Sci Res 4; 82 – 87, 2019
  • Barbaro F, Bassi E, Toni R. Surgical anatomy of the vascularization and innervation of the human scalp. In (Raposio E, ed.), Atlas of Surgical Therapy for Migraine and Tension-Type Headache, Springer Nature Switzerland AG, 2020, pp. 5 – 11.
  • De Caro R, Boscolo-Berto R, Artico M et al: The italian law on body donation: a position paper by the Italian College of Anatomists. Ann Anat 238; 151761.
  • Barbaro F, Di Conza G, Toscani G et al: The masks of Lorenzo Tenchini at the University of Parma: their legacy to the modern concepts of facial transplantation, additive layer manufacturing, and facial recognition algorithms. In (Ballestriero R et al, eds), Ceroplastics, the Science of Wax, L’Erma di Bretschneider, Roma, 2022, pp. 311 – 318.

Fisiognomica e maschere ceroplastiche di Tenchini
Sebbene le origini della fisiognomica siano antichissime, è solo nel ‘500, con gli studi di Leonardo Da Vinci, che si sviluppa la fisiognomica moderna. Successivamente, con il diffondersi della psicanalisi, la disciplina perde valenza conoscitiva, fino al lavoro di ricerca del medico e antropologo Cesare Lombroso (1835-1909), considerato fondatore dell’antropologia criminale, la moderna criminologia.

La fisiognomica si prefiggeva di indagare l’animo umano e le caratteristiche psicologiche di un individuo tramite lo studio del suo aspetto fisico esteriore.

Si ritiene che le origini della fisiognomica siano antichissime: Platone definiva il corpo come tomba o prigione dell’anima, mentre per Aristotele l’anima era la capacità che consente all’organismo di vivere e non può essere separata dal corpo stesso. Entrambi concepivano il corpo come riflesso dell’anima.

Tuttavia, la fisiognomica moderna nasce nel ‘500, con Leonardo Da Vinci (1452-1519), grazie ai suoi studi sui “Moti dell’animo” a partire dai tratti del volto. Leonardo, nella parte terza del suo “Trattato della Pittura”, al punto 290, sottolinea l’importanza del sapere esprimere i moti interiori nell’arte e scrive:

“Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile”.

Tra il 1500 e il 1505 anche Albrecht Dürer (1471 – 1528) si concentra sullo studio della teoria delle proporzioni umane e di conseguenza si avvicina alla fisiognomica. Si era reso conto che le informazioni fornite da Vitruvio nel “De architectura” non erano sufficienti per stabilire leggi di proporzione universalmente valide. Nel 1512/1513 pubblica il suo trattato scientifico Quattro Libri sulle Proporzioni. Scritto, progettato e curato dall’artista stesso, è il primo tentativo di applicare la scienza delle proporzioni anatomiche umane all’estetica. Il lavoro rivela almeno una trentina di fisionomie corporee diverse per uomini, donne, bambini e soggetti anziani, che mostrano l’unicità delle forme corporee o, come diceva Durer:

“…molte forme di bellezza relativa… condizionata dalla diversità di educazione,vocazione e predisposizione naturale”… e quindi presentare “i limiti più vasti della natura umana e… tutti i tipi di figure possibili: figure “nobili” o “rustiche”, femminili o volpine, timide o allegre”.

Questi studi su lineamenti, espressioni del viso e proporzioni corporee accompagnarono teorie e idee della scienza psicologica fino alla fondazione della psicoanalisi, che fece perdere valenza conoscitiva alla fisiognomica. Tuttavia, la fisiognomica fu ripresa dal medico e antropologo Cesare Lombroso (1835-1909), considerato fondatore dell’antropologia criminale, la moderna criminologia. Lombroso affermava che alcune caratteristiche fisiche particolari (grandi mandibole, naso schiacciato, zigomi sporgenti), potessero essere tipiche dei criminali, cui si associavano aspetti di scarso senso morale, cinismo, apatia. E’ interessante notare che, nella sua opera sull’Uomo Delinquente, Lombroso fornisce un atlante fotografico di ritratti che diventarono modelli di riferimento delinquenziale per decenni, inaugurando l’uso delle fotografie segnaletiche, una pratica poi standard nell’identificazione e schedatura dei criminali.

Tuttavia, le fotografie bidimensionali e in bianco e nero presentano alcune limitazioni interpretative mentre vi è evidenza che studiare su preparati anatomici a grandezza naturale e quasi totalmente rispondenti alla realtà aumenta la capacità di riconoscimento del soggetto. Plausibilmente, questa è una delle ragioni alla base delle Maschere Fisiognomiche dell’anatomico e psichiatra Lorenzo Tenchini, di cui Cesare Lombroso fu professore all’Università di Pavia, durante la sua formazione in Medicina e Chirurgia.

La metodologia usata dal Tenchini per le sue Maschere è rimasta un mistero per oltre 120 anni e solo nell’ultimo decennio studi internazionali del gruppo del Prof. Roberto Toni del DIMEC-UNIPR sulle Maschere Fisiognomiche della Collezione conservata a Parma hanno definitivamente fatto luce sul verosimile procedimento di preparazione, alquanto peculiare, di cui è possibile avere dettagli nelle pubblicazioni specialistiche menzionate nella Bibliografia di presentazione della Collezione Tenchini di questa Esposizione (v. sito web specifico) e nel Catalogo della Mostra Internazionale tenutasi a Parma nel 2017 proprio sulla Collezione Tenchini (in vendita presso l’area espositiva delle Maschere al primo piano del Rettorato).

Un’affascinante connessione con il lavoro fisiognomico di Tenchini si può rintracciare nell’opera di Madame Tussaud, che aveva iniziato come artista della cera circa 100 anni prima, durante la Rivoluzione Francese. I suoi ritratti in cera, oggi visibili a Londra, miravano a tracciare la cronaca degli eventi del suo tempo, comportando anche una valenza didattica, come le maschere di Tenchini avrebbero voluto essere “fotografie segnaletiche tridimensionali”, utili per riconoscimento e prevenzione di devianze e crimini.

Roberta Ballestriero, Accademia di Belle Arti di Venezia